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"Due per due", uguale a quattro. No, uguale a parole in libertà. Perché libertà incontrastata domina quella tela bianca due metri per due metri. E regnano, indiscussi, il bianco e il nero. E eleggia la mente, libera da qualsiasi vincolo, regola o canonepronta a voli pindarici ed a planate fino a pochi centimetri dall'esplosione cromatica dei tappeti d'Oriente, che in casa Gritti la fanno davvero da padrone. Scontro epocale tra colore e bianco-nero? Più facile credere e pensare ad un accostamento d'emozioni, ad una compensazione che sazzia l'occhio umano, sempre pronto a carpire messaggi provenienti dall'alto e dal basso. Non è una diatriba tra Oriente ed Occidente, tra cultura e arte, tra linguaggio formale e sentimenti… .è "solo"un accostamento sapiente di pensieri che non cozzano ma distendono. Ed ogni pensiero fa la sua parte, egregiamente. Perché quei quindici drappi "vergini"ritagliati dall'appassionata, instancabile Camilla Gritti e ora intrisi di emozioni a colpi di pennello e matita da mani d'artista, offrono uno spaccato vitale che accompagna dolcemente la visione del big-beng di tonalità e geometrie dei tappeti e arazzi provenienti dal deserto persiano e turco. C'è davvero di tutto, e di più, dietro quelle saggie "macchie"di bianco e nero;ci sono vite intere, sentimenti più profondi di un abisso ed emozioni tanto forti da farti gelare il sangue nelle vene. Ma ci sono anche ironia, voglia di ridere e far sorridere in un mondo forse sempre più cupo. "Il bianco e nero. Il nero e il bianco. Uguale a grigio. Il tutto e il niente. La realtà è una molteplicità di grigi. Il bianco riflette. Il nero assorbe. Niente… non ho parole. L'origine e la fine. Ma Calimero era solo sporco? Ad occhi chiusi tutto è nero. Lo giuro non sono mai stato juventino. La vita è bianco e nero. Ci amiamo ogni notte per morire ogni giorno. Nel gioco della vita è arduo dire chi è nel giusto e chi sbaglia, soprattutto se si giudica per i colori delle maglie"… ecco le parole in libertà dei nostri quindici artisti, anzi i pensieri in libertà gettati sul piatto per scardinare l'apparente conformità dei tappeti orientali e di quella cultura tanto diversa. Ecco i contenuti di "do bar do", "due per due" in persiano, che non risparmiano affatto profondi ragionamenti e fatiche mentali nonostante l'apparente semplicità. E sta proprio nella semplicità e nella primordialità del bianco e nero la complessità di quella introspezione senza barriere che i quindici artisti offrono nel borgo di Castelcovati, regalando un dolce sorriso ed accompagnando il curioso in quella passeggiata armonica in quel fiume in piena di sentimenti che separa la riva del timido ed elegante bianco-nero dalla sponda del colore quasi arrogante ma piacevolmente soffocante. I "quattro passi"in serenità, non obbligatoriamente impegnativi per mente e cuore, per ragione e sentimento, muovono lungo il filo dei quindici artisti che affondano radici in mezza Lombardia. Ci prendono per mano e ci accompagnano tra le "emozioni" di Livia Diegoli e gli "Arabeschi" di Guido Uggieri, lasciando dietro di se' le "Ombre danzanti" di Jane Leonard quasi fosse la "Metamorfosi lineare" di Giuseppe Consolini. Trasformazioni nei "Tessuti sociali"di Marco Vezzoli con l'ottimismo di "Guardiamo tutti nella stessa direzione?" di Sara Landriscina tra il volo di "Icaro"di Sergio Dotti sulle "Torbiere" di Alberta Intelisano. La natura che domina, che dispensa la pace dei sensi con la monumentalità di "Iceberg" di Fabio Linari e con la volontà di "Fatevi delle domande"di Roberto Del barba. Ma sono "Bianco o nero?"di Roberto Luzio e "Del bianco e del nero", dei fatti nascenti e dell'anima" di Angelo Valli che accompagnano sempre più in profondità alla scoperta dell'"Ergo sum"di Paolo Mucciarelli prima di toccare la "Coda del pianoforte" di Giuseppe "affettuosamente Beppe per tutti"Libretti per poi tornare "Alle origini del costruttivismo o l'armonia del disordine o la prima delle infinite possibili disposizioni del 63 riquadri che formano l'opera"di Francesco Burni.
Nel giardino dell'Eden del bianco e nero, del giallo e rosso, dell'azzurro e grigio, del verde e blu la passeggiata forse indebolisce le gambe ma alimenta il cervello e senza l'anima… perché in fin dei conti l'arte è stimolo a guardare avanti, è vita.

Marco Bonari

 

 

ALBERTA INTELLISANO

 

ANGELO VALLI

 

FABIO LINARI

 

FRANCESCO BURNI

 

GIUSEPPE CONSOLINI

 

GIUSEPPE LIBRETTI

 

GUIDO UGGIERI

 

JANE LEONARD

 

LIVIA DIEGOLI

 

MARCO VEZZOLI

 

PAOLO MUCCIARELLI

 

ROBERTO DEL BARBA

 

ROBERTO LUZIO

 

SARA LANDRISCINA

 

SERGIO DOTTI