| PRESENTAZIONE | SEZIONI DELLA MOSTRA |
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Treviso,
Casa dei Carraresi
1. IMPRESSIONISMO 1874-1879 Nel capitolo introduttivo troveranno posto tutti i nomi storici che hanno contribuito all'affermazione della cosiddetta "nouvelle peinture". L'inizio sarà dedicato a Jongkind e Boudin e al loro nuovo modo di considerare il plein air, che ha aperto la strada all'opera di Monet e a quella ad esempio di Sisley e Renoir. E se Bazille nel 1874 era già morto, sarà sottolineato il lavoro di Pissarro, di Guillaumin e Caillebotte ancora nell'ambito del paesaggio. Ma certamente ruolo centrale, e del tutto fondamentale, avranno le opere di Manet e Cézanne e Degas. 2. IMPRESSIONISMO 1880-1883 La morte di Manet segna un nuovo punto di rottura, con cui si chiude questo secondo capitolo. Svoltasi nel 1882 la settima mostra impressionista, passeranno quattro anni prima che si svolga l'ottava e ultima. Sono gli anni di una prima, forte crisi impressionista, con il distacco di Cézanne e le presenze non sempre costanti di Monet, Renoir, Sisley e Degas. Di quest'ultimo si presenterà anche la scultura esposta nella mostra impressionista del 1881, Petite danseuse de quatorze ans. A questi pittori seguiranno poi Morisot, Fantin-Latour, Gauguin nelle sue primissime prove, e ancora Tissot, Whistler, che apriranno il piccolo drappello di artisti non francesi legati agli impressionisti: anche Cassat, Sargent, De Nittis e Zandomeneghi. 3. IMPRESSIONISMO E OLTRE: 1884-1890 Ormai il tempo maturo dell'impressionismo volge al termine e la mostra indicherà questo rovesciarsi della china verso esperienze che non mancheranno anche di influenzare Van Gogh al suo presentarsi a Parigi, in tempo per visitare l'ottava esposizione impressionista. Comunque ritornano molti dei pittori che già hanno fatto parte del primo capitolo, in un tempo nuovo per il loro lavoro, momento di distacco dalle esperienze che hanno segnato gli anni inaugurali: Cézanne, Monet, Renoir, Sisley, Degas, Morisot, Pissarro, Caillebotte, Cassat, Gauguin e il cloisonnisme, Whistler, Sargent, cui si aggiungono le prime prove di Toulouse-Lautrec. Ma l'esposizione del 1886 mette in evidenza la carica nuova, da non tutti accettata neppure tra gli artisti, di Seurat e Signac in testa. Gli esiti di questa nuova tecnica pittorica saranno presto evidenti in molti Paesi europei. 4. RODIN Se è evidente che Auguste Rodin non può essere considerato a tutti gli effetti lo scultore dell'impressionismo, è altrettanto vero che la sua opera suscitò larghi entusiasmi in alcuni tra gli impressionisti, e in modo particolare in Monet. E proprio dal ricordo della mostra che nel 1889 tennero insieme nella galleria Georges Petit, nasce questa sezione che vedrà alcune sculture di Rodin realizzate sempre entro il 1890. 5. VAN GOGH Una trentina di opere di Van Gogh, tra dipinti e disegni, chiuderanno la mostra. In questo modo evidenziando una presenza che sempre più, nel corso degli anni ottanta del XIX secolo, diventa centrale nella pittura in Francia, pur partendo dal tempo aurorale olandese, del quale saranno in esposizione esempi probanti. E proprio quando l'impressionismo mostra di avere esaurito la sua spinta, e ognuno tra quei protagonisti ha intrapreso una strada autonoma e indipendente, Van Gogh cementa il suo nuovo mondo con una spinta che lo colloca, al pari di Monet, di Cézanne e dell'altro astro nascente Gauguin, al centro di un itinerario che sarà il fondamento dell'arte del XX secolo. Su questo convincimento, sulla visione folgorante delle opere di Van Gogh, la mostra si chiuderà.
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