MOSTRE E NEWS

DA ITALIANPAINTERS:

GLI AUTORITRATTI SPIRITUALI
DI VOLTOLINO FONTANI

Sabato 9 marzo , ore 17,30 si inaugura
al teatro "La Goldonetta di Livorno"
una grande mostra

Dedicata all’artista che anticipò le esperienze nucleari di Dalì

LIVORNO - Si intitola "Voltolino Fontani - autoritratti spirituali", la grande mostra che si inaugura sabato 9 marzo alle 17,30 (anteprima per la stampa la mattina alle 11,00) al teatro "La Goldonetta", ridotto dello storico teatro "Goldoni" di Livorno.

Sotto i riflettori il percorso artistico e il percorso "d’anima" del pittore livornese (1920 – 1976), allievo di Beppe Guzzi, , che ideò un movimento di pittura "Nucleare", l’EAISMO, ben prima delle esperienze nucleari di Salvador Dalì.

Fontani ha vissuto la parte centrale del ventesimo secolo, traendo riflessioni pittoriche e psicologiche dagli eventi del suo tempo (la guerra, gli orrori nazisti, il pericolo della bomba atomica).

L’opera di Voltolino Fontani , suddivisa dai critici in "Fase dell’ineluttabile o dell’espressionismo psicologico" (1936-1942), fase "Metafisica o del superamento del formalismo" (1943-1952), fase del linguaggio nucleare o del naturalismo onirico (1953-1976), fu sempre pervasa da una grande spiritualità .

Nel periodo giovanile definito de "L’ineluttabile" o dell’espressionismo psicologico" (1936-1942) che egli stesso chiamava periodo dei "cipressi" o "dei cimiteri", l’atmosfera dominante era l’espressione della condizione interiore dell’artista dalla quale emergeva un senso di oppressione e di angoscia esistenziale, evidente anche nei colori cupi. Ne sono esempio opere come "In sagrestia" e "Il tristo e la fanciulla pallida", dove le chiese e i cimiteri colmi di croci diventano luoghi simbolici in cui l’anima, libera dal corpo, potrà raggiungere lo status ideale e trovare risposte alle tante domande della vita. Con "La canzone degli anni perduti ", si chiude un periodo: è il pianto puro del giovane che nell’atto di abbracciare un cipresso, esce di scena e ne diviene spettatore, promettendo però a se stesso di non darsi per vinto di fronte a ciò che non ha saputo comprendere. Dalla paura del "pericolo atomico" nacque nel 1948 invece l’Eaismo, movimento di pittura nucleare, usato da Fontani per immaginare un nuovo mondo, una nuova realtà, (al limite originata da una catastrofe nucleare o dalla paura di essa) dove l’uomo fosse in grado di recuperare i valori andati perduti. Questa speranza, questa fede, illumina il mondo di Voltolino in modo quasi esplosivo e sul nuovo palcoscenico l’uomo diviene protagonista di un cammino che lo guiderà tra quotidiani conflitti verso una nuova realtà.

Il punto di arrivo di tutto il percorso emotivo e artistico ed emotivo di Fontani è rappresentato dalla grande tela "La traslazione di Cristo", donata alla chiesa della Valle Benedetta di Livorno, dove l’artista, interpretando il dramma del calvario, sembra arrivare al chiarimento degli interrogativi che sempre avevano pervaso il suo animo. Ed è questa la spiegazione del mistero dell’ineluttabile.

Il percorso scientifico della mostra è curato da Francesca Cagianelli e da Giacomo Romano. L’iniziativa è promossa dalle gallerie "Goldoni e Athena" sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Comune di Livorno. La mostra si avvale del contributo di Asa, C.L.P e C.I.L.P., CNA, Automatic s.r.l., Porth Authority, Hydrasa, Sisam Group, Associazione Industriali, Radio Toscana Network.

La mostra sarà aperta dal 10 marzo al 21 aprile con orario 10-13 e 15-19,30. Per informazioni tel.0586 – 897096 oppure 839547.

 

MOSTRE E NEWS HOME