L'architettura
del periodo romanico
(di Elena
Londero per ItalianPainters)
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La chiesa romanica |
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L'Europa Occidentale, conclusosi il travagliato periodo delle invasioni barbariche e delle sanguinose lotte per il potere che seguirono la caduta dell'impero carolingio, verso l'anno Mille conobbe una lenta ma inarrestabile fase di ricrescita economica, demografica e culturale.
Basilica di Sain-Sernin, 1060 circa, Tolosa Fu all'interno di questo vivace contesto che, tra l'XI ed il XII secolo, si sviluppò il cosiddetto stile romanico, diffusosi in quasi tutta l'Europa Occidentale. Proprio per tale caratteristica geografica, il Romanico, pur presentando numerose varianti regionali, è il primo linguaggio artistico che può essere definito "europeo". L'architettura romanica, che è giunta sino a noi attraverso i secoli, è costituita quasi esclusivamente da edifici sacri. Questo non è sicuramente casuale in quanto, all'epoca, la chiesa era il fulcro attorno al quale ruotava tutta la vita della comunità. Essendo spesso l'edificio religioso l'unica costruzione in muratura di molte cittadine, era anche un luogo di rifugio in caso di calamità naturali o di saccheggi. La chiesa romanica, inoltre, veniva molto spesso costruita anche grazie alle risorse ed agli sforzi di tutta la popolazione. Indicativo, ad esempio, il caso della cattedrale di Piacenza, edificata con il contributo di tutte le corporazioni cittadine che furono poi rappresentate, con opere scultoree, all'interno della chiesa stessa. Inoltre, non bisogna dimenticare che in un periodo in cui l'analfabetismo riguardava la maggior parte della popolazione, le sculture o gli affreschi ospitati nelle chiese rappresentavano per il fedele medievale l'unico modo di "leggere" in prima persona le storie narrate nella Bibbia e di avvicinarsi a quel grande repertorio iconografico religioso che tanta importanza aveva per l'intera comunità.
Pianta dell'Abbazia di Cluny nel XII secolo
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